Quanti in tempo essere Colm portato di un organismo

Come rimettersi in forma in extremis per l'estate? - Filippo Ongaro

Laquila dove comprare Colm

Il Parlamento europeo. Un passo positivo per il futuro dell'Unione. Maggiore responsabilità democratica. Affermazione dei valori, rafforzamento dei diritti dei cittadini, miglioramento della chiarezza. Una maggiore efficacia.

Traduzione esterna. Noi ci troviamo appunto a bordeggiare. William Shakespeare, Giulio Cesare. Il processo di integrazione quanti in tempo essere Colm portato di un organismo naviga in acque tutt'altro che quanti in tempo essere Colm portato di un organismo. Nel a noi corelatori è stato concesso il privilegio di realizzare la relazione del Parlamento sul trattato che istituisce una Costituzione per l'Europa e oggi, a tre anni di distanza, vediamo affidarci la stessa responsabilità per il trattato di Lisbona che lo ha sostituito.

Il compito affidato ai corelatori è per sua natura necessariamente didattico e, come nelci proponiamo di porre a confronto i trattati attualmente in vigore con il trattato sottoscritto a Lisbona il 13 dicembre e al momento in fase di ratifica nei 27 Stati membri. Per sapere dove siamo diretti, sembra opportuno chiederci da dove veniamo.

Oltre mezzo secolo fa, la dichiarazione di Schuman ha segnato il punto di partenza di un ambizioso progetto: unire gli europei, lacerati per secoli da lotte fratricide, attorno ad un progetto comune. Dalla fondazione della prima Comunità europea del carbone e dell'acciaio: trattato di Parigi del 18 aprile 1che riuniva sei paesi dell'Europa occidentale 2la costruzione comunitaria si è estesa a ventisette Stati europei 3 e ha visto il proprio campo d'azione estendersi a nuovi settori attraverso la Comunità economica e quella dell'energia atomica Euratom trattati di Roma del 25 marzo 4e, in seguito, dell'Unione europea trattato di Maastricht del 7 febbraio Il Parlamento europeo, dalla sua elezione a suffragio universale a partire dalha costantemente cercato di democratizzare e rendere più efficace e trasparente il funzionamento di quella che sarebbe divenuta l'Unione europea.

Approvando il 14 febbraio il primo progetto di trattato che istituisce l'Unione europea il cosiddetto "progetto Spinelli", dal nome del relatoreil Parlamento ha avviato un movimento di riforme che si sarebbero succedute nel corso del ventennio seguente, e che hanno dato vita a: atto unico europeo 5trattato di Maastricht 6trattato di Amsterdam 7trattato di Nizza 8trattato che istituisce una Costituzione per l'Europa 9 e, oggi, il trattato di Lisbona In ciascuna di queste tappe, grazie all'impulso della sua commissione per gli affari istituzionali — divenuta nel commissione per gli affari costituzionali — il Parlamento europeo ha partecipato attivamente alla riflessione preparatoria e proceduto alla valutazione dei risultati delle diverse conferenze intergovernative CIG Sin dall'inizio di questo processo esso ha difeso il principio di chiarire e migliorare la base costituzionale dell'Unione europea, un'esigenza che è andata imponendosi sempre più sotto la pressione dei successivi allargamenti, suscettibili di mettere a repentaglio la dimensione politica dell'integrazione.

A questo scopo, il Parlamento europeo ha perseguito tre obiettivi distinti, ma interconnessi. In primo luogo ha cercato di chiarire e, ove necessario, rafforzare le competenze e le responsabilità dell'Unione europea stessa. Il Parlamento ha sempre sostenuto che i poteri debbano essere attribuiti all'Unione, e da essa esercitati, sulla base del "principio di sussidiarietà", vale a dire che l'Unione dovrebbe esercitare le responsabilità — e solo quelle responsabilità — che possano essere coperte più efficacemente da politiche comuni che non dall'azione separata dei singoli Stati membri.

In secondo luogo, esso ha sostenuto che le responsabilità esercitate a livello europeo devono essere attuate in modo più efficace. Il Parlamento è stato, in particolare, critico della prassi dell'unanimità in sede di Consiglio argomentando che, quando si concorda di attuare una politica comune, non ha senso conferire un diritto di veto a ciascuno degli Stati che compongono l'Unione. Esso ha anche chiesto che la Commissione rivesta un ruolo più importante nell'attuazione delle politiche una volta che queste siano state adottate, fermo restando che essa deve essere soggetta a scrutinio e controlli adeguati.

In terzo luogo, esso ha chiesto un maggiore controllo democratico e una più marcata responsabilizzazione a livello europeo. Le responsabilità che i parlamenti nazionali, ratificando i trattati, hanno trasferito all'Unione, non devono essere esercitate dal solo Consiglio, cioè da ministri nazionali. La perdita di poteri parlamentari a livello nazionale deve essere compensata da un rafforzamento del potere parlamentare a livello europeo.

Dinanzi ai risultati limitati e palesemente insufficienti dei trattati di Amsterdam e di Nizza per quanto riguarda la sfida del raddoppio del numero di Stati membri, ma anche la continuazione dell'approfondimento dell'Unione, è apparso sempre più evidente che il metodo di revisione dei trattati utilizzato non era più in grado di fornire risposte concrete all'evoluzione dell'Europa.

I firmatari del trattato di Nizza, consapevoli delle sue imperfezioni, vi hanno allegato inoltre una dichiarazione n. Tale riforma doveva essere preparata da "un ampio dibattito con tutte le parti interessate: i rappresentanti dei parlamenti nazionali e i portavoce dell'opinione pubblica Dal canto suo, il Parlamento europeo, dopo aver cercato di lavorare in partenariato con i parlamenti nazionali nella fase preparatoria delle CIG 13è stato il primo a proporre, basandosi sui precedenti creati durante l'elaborazione della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea 14la convocazione di una Convenzione composta da rappresentanti dei capi di Stato o di governo degli Stati membri, dai Parlamenti nazionali e dal Parlamento europeo e dalla Commissione, cui sono stati anche associati, in qualità di membri a pieno titolo, i rappresentanti dei governi e dei parlamenti degli Stati candidati all'adesione.

La Convenzione sulla Carta dei diritti fondamentali aveva in effetti dimostrato che tale organismo era in grado di elaborare un progetto atto a raccogliere l'approvazione dei Capi di Stato e di governo. Il suo carattere aperto e trasparente e la qualità dei suoi dibattiti avevano inoltre facilitato il conseguimento di un consenso originante innanzitutto dalla possibilità per ciascuno di esprimere le proprie opinioni e quindi di comprendere quelle altrui.

Il Consiglio europeo di Laeken del 14 e 15 dicembreadottando la "Dichiarazione di Laeken sul futuro dell'Unione europea" 15 ha dato seguito a questa iniziativa definendo le modalità organizzative e di lavoro della Convenzione e, soprattutto, assegnandole i termini del mandato e le questioni che sarebbe stata condotta a discutere.

Il risultato cui è pervenuta la Convenzione ha confermato la fondatezza della scelta di questo metodo in quanto essa ha quanti in tempo essere Colm portato di un organismo presentare, trascorsi sedici mesi, un testo consensuale quanti in tempo essere Colm portato di un organismo di intensi dibattiti, alimentati anche da uno stretto dialogo con la società civile. Da parte sua il Parlamento europeo, grazie ai lavori della sua commissione per gli affari costituzionali, ha ampiamente influito sul contenuto del progetto di trattato costituzionale 16che la CIG modificherà solo su un numero molto limitato di punti.

In occasione di questa CIG inoltre, per la prima volta, il Parlamento è stato pienamente associato ai lavori, nella persona del suo Presidente Pat Cox e dei suoi due rappresentanti, Iñigo Méndez de Vigo sostituito successivamente da Elmar Brok e Klaus Hänsch. Purtroppo, la procedura di ratifica non ha avuto l'esito atteso e gli esiti negativi dei referendum in Francia e nei Paesi Bassi hanno forzato a un ripensamento.

Il Consiglio europeo di giugno ha annunciato un periodo di riflessione che sarebbe durato almeno un anno che sarebbe servito ad aprire in tutti gli Stati membri un ampio dibattito che coinvolgesse "i cittadini, la società civile, le parti sociali, i parlamenti nazionali e i partiti politici". Le istituzioni europee sono state anch'esse invitate ad apportare il loro contributo.

Le ratifiche nel frattempo sono continuate, anche per via referendaria. Da parte sua il Parlamento ha pienamente assolto le sue responsabilità in tale ambito.

Fin dall'inizio, ha sostenuto il lancio di un dibattito pubblico approfondito a livello europeo sui punti qualificanti dell'integrazione europea e respinto ogni tentativo di attuazione à la carte del trattato costituzionale.

Il Parlamento ha dato al dibattito pubblico un suo specifico contributo lanciando l'idea dei "forum interparlamentari" per discutere le questioni chiave per l'avvenire dell'Europa. Sono stati complessivamente tre i forum organizzati prima del Consiglio europeo del giugno che ha deciso di convocare nuovamente la CIG Tali forum hanno contribuito a rafforzare fra i rappresentanti eletti dei cittadini dell'intera Unione il convincimento che i problemi cui il trattato voleva dare una risposta non erano scomparsi con il fallimento delle ratifiche e che, pur sotto diversa forma, le innovazioni istituzionali che apportava andavano quanti in tempo essere Colm portato di un organismo generale ritenute essenziali per permettere all'Unione di fronteggiare le sfide che la attendevano in un mondo sempre più globalizzato.

È con la presidenza tedesca che il dossier istituzionale è tornato al centro dell'agenda dell'Unione. La procedura seguita non poteva naturalmente lasciare soddisfatti coloro che avevano vissuto l'atmosfera di dialogo e di trasparenza della Convenzione, che aveva d'altronde avuto un effetto di "contagio" sulla CIG Infatti, per dar loro serie opportunità di successo, le discussioni per la rimessa in marcia della quanti in tempo essere Colm portato di un organismo dei trattati si sono svolte in un primo tempo a livello bilaterale tra la presidenza e i singoli Stati membri.

Essendo tale rappresentanza stata costituita a livello di segretariato previa nomina diretta da parte del Presidente del Parlamento, si è creata una procedura di consultazione ad hoc fra il Presidente, il presidente della commissione affari costituzionali e i coordinatori dei gruppi politici in questa commissione. Avviata il 23 luglio in occasione della riunione del Consiglio Affari generali, la CIG ha operato fondamentalmente su due livelli: il livello ministeriale, nel quale il Parlamento era rappresentato da tre membri, Elmar Brok, Enrique Barón Crespo e Andrew Duff e il livello del gruppo di esperti giuristi, il cui lavoro è stato preparato dal servizio giuridico del Consiglio e all'interno del quale il Parlamento e la Commissione erano comunque rappresentati.

A livello politico, la CIG si è effettivamente riunita soltanto tre volte prima del Consiglio europeo di Lisbona. Ciononostante, è riuscita a risolvere o eliminare numerose questioni sensibili la presidenza portoghese aveva infatti imposto con successo il principio di non riaprire il mandato se non per questioni sollevate unanimemente da tutti gli Stati membriportando sul tavolo delle negoziazioni dei capi di stato e di governo a Lisbona solo due questioni fondamentali, di cui soltanto una derivante dal trattato stesso: la definizione del nuovo sistema di voto a maggioranza qualificata al Consiglio, vista la continua insoddisfazione della Polonia di fronte non solo all'accordo ottenuto nel ma anche al compromesso laboriosamente raggiunto durante il Consiglio europeo del giugno a Bruxelles.

L'altra questione chiave irrisolta riguardava la composizione del Parlamento europeo a partire dalla legislatura delquestione che, nonostante non derivasse direttamente dal trattato, rischiava di quanti in tempo essere Colm portato di un organismo una delle principali minacce al raggiungimento di un accordo, vista la ferma opposizione dell'Italia alla proposta di decisione elaborata dal Parlamento europeo su richiesta del Consiglio europeo.

Sono le implicazioni e i meriti o demeriti del trattato di Lisbona, firmato durante la cerimonia del 13 dicembre a Lisbona, che ci proponiamo di analizzare nella seconda parte della motivazione. Cosa introduce il nuovo trattato rispetto ai trattati in vigore. Il trattato di Lisbona comporta un elevato numero di riforme e di miglioramenti significativi rispetto ai trattati vigenti. Si tratta naturalmente di un compromesso, che per il Parlamento significa l'abbandono doloroso di taluni importanti elementi presenti nella Costituzione e il rinvio dell'entrata in vigore di altre misure nonché l'introduzione di misure specifiche finalizzate a soddisfare le richieste di taluni Stati membri.

Era comunque il prezzo politico da pagare per uscire dalla crisi in cui i "no" dei referendum francese e olandese avevano fatto precipitare l'Unione. Il quanti in tempo essere Colm portato di un organismo al metodo tradizionale della revisione dei trattati e l'abbandono dell'idea della Costituzione. Il ritorno al metodo tradizionale della revisione dei trattati, attraverso l'adozione di un nuovo testo che introduce delle modifiche ai trattati in vigore, implica l'abbandono della Costituzione come trattato "unico" in sostituzione dei trattati vigenti.

Non ha quanti in tempo essere Colm portato di un organismo più senso la questione, che tante polemiche ha sollevato, di stabilire se si tratti di una vera costituzione o di un semplice trattato. Si evita in tal modo un dibattito sterile su quella che è una falsa questione: si trattava comunque sul piano formale di un trattato, che avrebbe dovuto essere adottato e ratificato secondo le norme in vigore.

E non poteva essere altrimenti. Ma è pur vero che, per natura e contenuto, il trattato costituzionale introduceva una "costituzione" maggiormente visibile. Tale approccio implica anche che l'unità del testo viene ad essere frammentata e si rifiuta il concetto stesso di un quanti in tempo essere Colm portato di un organismo unico di tipo costituzionale, da alcuni giudicato come troppo vicino a una realtà statuale per poter essere applicato all'Unione.

Ciononostante, il nuovo trattato dà una chiara definizione dei valori, dei principi e delle finalità che guidano l'azione dell'Unione europea UE ; descrive le competenze dell'Unione; definisce le sue istituzioni; illustra le procedure decisionali; precisa gli atti; definisce i diritti dei cittadini rispetto all'UE; prevede le norme relative alla sua revisione, ecc.

In tal senso si potrà affermare che i trattati sui quali si fonda l'Unione ne configurano in qualche modo la "costituzione", prendendo tale termine nel quanti in tempo essere Colm portato di un organismo significato materiale. Compito di una costituzione è dopotutto proprio quello di definire le condizioni e i limiti dell'esercizio del potere nel quadro di un'entità politica e di quanti in tempo essere Colm portato di un organismo i diritti dei cittadini, e il nuovo trattato assolve appunto tale funzione.

Tuttavia, proprio l'aver respinto il tentativo di formalizzare questa nozione materiale significa che non si è voluto dotare solennemente l'Unione di una "Costituzione" nel suo senso politico più corrente. Si tratta di una differenza rispetto al trattato costituzionale. Semplificando questi trattati, dando loro una struttura più comprensibile, si fa un passo importante per chiarire il sistema, per renderlo più trasparente e comprensibile agli occhi dei cittadini.

Ma il metodo prescelto — un trattato contenente emendamenti a due trattati in vigore — rende il testo illeggibile per la gente. Si impone pertanto l'elaborazione di un "testo unico". E' chiaro che gli Stati membri hanno voluto esorcizzare il timore, pur infondato, che quanti in tempo essere Colm portato di un organismo l'Unione di una Costituzione significherebbe lanciarsi sulla via della creazione di un "super-Stato" centralizzato che marcherebbe l'inevitabile fine degli Stati nazionali e cambierebbe la natura dell'Unione europea.

Il Parlamento, che si è da sempre battuto per l'avvio del processo di "costituzionalizzazione" dell'Unione, è cosciente che tali timori non tengono in realtà conto della natura della costituzione in quanto legge fondamentale che disciplina l'esercizio del potere in ogni entità politica salvo a negare la natura "politica" dell'Unione.

Non mancano esempi di organizzazioni internazionali il cui patto fondatore è chiamato, a giusto titolo, Costituzione: è il caso dell'Organizzazione internazionale del lavoro OILdell'Organizzazione mondiale della sanità OMS o dell'Unione postale universale UPU. I corelatori non possono che rammaricarsi del fatto che i simboli dell'Unione, la bandiera, l'inno, il motto, l'euro e la giornata dell'Europa, non siano stati ripresi nel nuovo trattato come invece figuravano nel trattato costituzionale.

Sebbene questo non significhi che tali simboli non esistono più esistevano già da molto prima senza aver mai figurato come tali all'interno dei trattati e continueranno allo stesso modo a esisteresarebbe assolutamente logico che i testi che definiscono lo statuto giuridico-politico dell'Unione li citassero. Questa rinuncia è stata imposta da alcuni Stati membri con il pretesto che il riconoscimento di tali simboli da parte dei trattati avrebbe consentito confluenze sulla supposta natura "statuale" dell'Unione.

La dichiarazione sui simboli dell'Unione allegata da 16 Stati membri al trattato dichiarazione n. Nella dichiarazione gli Stati affermano che i simboli in questione "continueranno ad essere i simboli della comune appartenenza dei cittadini all'Unione europea e del loro legame con la stessa". I corelatori accolgono quindi con entusiasmo l'iniziativa della commissione per gli affari costituzionali, la quale sta giustamente preparando una relazione sull'utilizzo dei simboli dell'Unione per proporre delle modifiche al regolamento del Parlamento europeo al fine di rafforzare l'utilizzo di tali simboli da parte del Parlamento europeo Nonostante il mantenimento di due trattati distinti, un progresso estremamente importante in termini di trasparenza e comprensione della realtà europea da parte dei cittadini è rappresentato dal passaggio da una pluralità di entità fra loro intersecantesi l'Unione europea, la Comunità europea ad una sola entità, l'Unione europea 20dotata di una personalità giuridica.

Questo accrescerà anche l'efficacia e la visibilità della sua azione in campo internazionale, mettendo fine alla situazione confusa in virtù della quale l'Unione europea è universalmente riconosciuta come l'entità comune quando è invece la Comunità europea, che copre solo una parte delle funzioni dell'Unione, che è dotata di personalità giuridica Il primo si concentra sui principi, i valori e gli aspetti organizzativi fondamentali dell'Unione.

Il secondo tratta in dettaglio dell'organizzazione e del funzionamento dell'Unione nonché dei principi e degli obiettivi che guidano l'azione dell'Unione nelle sue varie politiche settoriali, definendo nei particolari l'ambito e i limiti delle competenze dell'Unione in ciascuna delle sue aree di intervento. Questa fusione in un'unica entità si accompagna alla soppressione della struttura a tre pilastri [politica estera e della sicurezza comune PESCGiustizia e affari interni GAI e Comunità europea], riuniti nel corpus unico dell'Unione con un solo quadro istituzionale e la generalizzazione del metodo comunitario; fa eccezione il settore della politica estera e della sicurezza comune inclusa la difesa dove, come lo esige la natura specifica di questo settore, continuano ad essere previste speciali procedure decisionali.

Una definizione chiara dei valori, dei principi e degli obiettivi dell'Unione. Secondo il nuovo trattato il TUE si apre con gli articoli che definiscono la natura, i valori e i principi su cui l'Unione si fonda, e gli obiettivi che essa persegue con la sua azione.

Il primo articolo del TUE modificato stabilisce le basi su cui si fonda la costruzione europea: definisce l'UE come un'Unione istituita dagli Stati membri alla quale essi "attribuiscono competenze per conseguire i loro obiettivi comuni". Tuttavia, anche se questo riconoscimento formale della doppia legittimità dell'Unione scompare, le sue espressioni materiali affiorano in varie parti del testo dei trattati in quanto manifestazione di un processo avviato almeno sin dall'elezione a suffragio universale del Parlamento europeo.

Questa Unione europea deve essere solidamente ancorata ai valori che la fondano e che devono guidare ogni azione delle sue istituzioni.

Occorre sottolineare che, al riguardo, il trattato di Lisbona ha seguito da presso quanti in tempo essere Colm portato di un organismo trattato costituzionale, stante il sostanziale consenso che esiste fra gli Stati membri sulla base comune di valori dell'Unione, mai veramente contestata durante l'intero dibattito sull'avvenire dell'Europa.

Per quanto riguarda gli obiettivi dell'Unione, che si ritrovano attualmente distribuiti fra l'articolo 2 TUE e l'articolo 3 TCE, quanti in tempo essere Colm portato di un organismo nuovo trattato li concentra nel TUE subito dopo l'enunciazione dei valori. La definizione delle finalità dell'Unione ha subito qualche modifica rispetto alla Costituzione.

In sintesi, questi obiettivi sono la pace, la promozione dei suoi valori e il benessere dei suoi popoli. L'Unione istituisce un Mercato interno L'Unione promuove il progresso scientifico e tecnologico; combatte l'esclusione sociale e le discriminazioni e promuove la giustizia e la protezione sociali, la parità tra donne e uomini, la solidarietà tra le generazioni e la tutela dei diritti del minore.

Copyright © All Rights Reserved. 2018
Proudly powered by WordPress | Theme: BetterHealth by CanyonThemes.