La codificazione da alcool nella città di Vologda

Dipendenza da alcool - Dott. Cosimo Colletta

Laiuto dello psicologo al marito lalcolizzato

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E un segno consueto del vecchio regime l'immobilità di un sistema, che rimane immutato contro le vive realtà nuove del popolo che muove. Cosi si creano l'oppo- sizione delle forze, l'urto, la rivoluzione. In Russia la servitù della gleba, che incatenava alla terra ven- titré milioni di contadini, più di un terzo del popolo russo, è durata sino alquando già da genera- zioni la campagna e la società russa erano corse da una oscura inquietudine che minacciava la rivolta.

Schiere di filosofi umanisti, educati sui testi francesi e tedeschi, intellettuali dei salotti aristocratici di Pie- troburgo e di Mosca, signori della campagna passati per le università, con lo spirito acceso dall'idea pro- gressista che avanzava in occidente, domandavano la riforma in nome del diritto dell'uomo. Ma nella cam- pagna v'erano moti più torbidi.

E gli interessi pure erano mutati con il tempo. La Russia usciva, oltreché dal suo isolamento spirituale, dal suo rigido cerchio economico.

Ancora sul principio del secolo si teneva su una economia chiusa dello stato di natura, non aveva larghe ramificazioni di traffici e di commercio straniero. La terra, con il lavoro dei servi, bastava a se stessa.

Il sud scambiava il suo grano con la codificazione da alcool nella città di Vologda legno ejle poche merci industriali del nord.

Ma nella metà del secolo vi si comincia anche a sviluppare, al seguito dell'impetuoso movimento economico che dilata l'Europa, il commercio interna- zionale e l'economia monetaria.

Alla vigilia della Riforma, tra il e ilv'era già in Russia un traffico medio annuo per espor- tazioni e importazioni di milioni di rubli, contro milioni solo del quinquennio precedente. Si pro- duceva e si vendeva di più, il commercio s'allargava, si creava la rivalità economica.

Ora il lavoro dei servi nelle industrie e anche nelle campagne, che esportavano all'estero, era poco produttivo e non re- sisteva alla concorrenza. V'era necessità di lavoro libero. Già nel il conte Rumianzef, in un suo la codificazione da alcool nella città di Vologda aveva notato che molti proprietari trova- vano profitto a liberare i loro servi e che interi vil- laggi cominciavano a vuotarsi.

La riforma liberatrice di Alessandro II non è stata dunque solo il gesto di un imperatore, ma il risultato forzato delle nuove correnti economiche del paese. La servitù della gleba era la base del sistema so- ciale e i olitico russo. Aprirne il problema voleva dire sollevare tutto il problema dello Stato russo. In Russia lo sviluppo della servitù contadina segue senza deviazioni lo sviluppo del re- gime autocrate.

Con Caterina II si cristallizza defini- tivamente il possente organismo imperiale modellato da Pietro il Grande. E in trentacinque anni di regno l'imperatrice, che leggeva Voltaire, insieme a molta terra e molto denaro dona ai suoi favoriti ottocento cinquanta mila anime. Paolo I, che continua a svi- luppare l'idea zarista, segue la via della madre e ri- partisce ancora, fra i suoi, seicento mila contadini.

Una utilità economica per una fedeltà politica. Più che in ogni altro paese il contadino servo, in Russia, oltreché lavorare per la ricchezza del suo signore, poteva essere la posta del suo giuoco, al tavolo delle carte, nelle notti ebbre di Pietroburgo, o una merce di vendita e di baratto. Ancora pochi anni prima della Riforma si leggevano sui giornali annunci che offrivano in vendita, fra le cose varie, servi e ra- gazze.

A Ivanovska c'era mercato di donne : e vi arri- vavano anche carovane di mercanti dall'Asia. Si sa che cosa è stata in ogni paese la servitù della terra. Ma bisogna fissarne in poche linee i caratteri russi perchè essi hanno inciso segni malati, non più cancellati, nello spirito della campagna 'russa.

Lo Zar arriva al popolo solo attraverso di essi. I IL CBOLLO BUSSO signori raccolgono le imposte, regolano il reclutamento militare, tengono l'ordine, fanno giustizia sino a man- dare il contadino ribelle in Siberia; hanno un sistema proprio di leggi, talvolta interi codici scritti, che fis- sano i diritti famigliari ed ereditari dei contadini: sono piccoli re con molta autorità.

Per questo Paolo I defini i proprietari i suoi polizeimeister che mantenevano la pace e la fedeltà nel paese. E come tali li hanno visti anche i contadini. Questa è stata l'anima della campagna russa: anarchica per il suo piccolo orizzonte, con una eredità di rivolta al signore che ha la terra ed ha avuto la frusta.

Si comprende l'ostinazione della burocrazia russa a conservare la servitù contadina per non spostare i cardini dell'Impero. La riforma è stata incompleta. Il pensiero fisso della reazione era di conservare la struttura del popolo a piani, come fu sin dall'epoca di Mosca, e sopratutto di tenere la massa contadina, il blocco del popolo russo, in un cerchio senza uscita, facendone un mondo individuato, senza contatti e comunioni con le altre classi, con una fisionomia so- ciale e spirituale sua che la isolasse perennemente dalla città.

Nel i contadini si hanno la libertà personale, la codificazione da alcool nella città di Vologda la catena dalla terra, ma non hanno ancora tutti i diritti deirli altri. Per molto tempo essi restano ancora di fatto inchiodati la codificazione da alcool nella città di Vologda terra e non possono muoversi libera- mente per il paese perchè c'è per essi un obbligo di eccezione di rinnovare ogni tre mesi il loro passa- porto.

Si mantengono per la campagna le pene cor- porali, già soppresse in città. Si la codificazione da alcool nella città di Vologda speciali tribunali per i contadini. L'amministrazione del vil- laggio, il Volost, è composta solo di rappresentanti contadini, e non ha naturalmente molti diritti.

Rimane cosi ancora netta, in ogni piega della vita sociale, la separazione della gente della terra dalle altre classi. E naturale che poi la sua linea di sviluppo, già lento, in ritardo, ne sia tutta divergente.

Ma non è solo con una riduzione di diritti che la burocrazia russa ha tentato sino all'ultimo di salvare il dvorianstvo e perpetuare la servitù contadina. C'è la terra: la sola ansia del contadino, il problema di base della Russia del popolo. La burocrazia ha voluto proteggere la grande proprietà.

In servitù ogni capo famiglia aveva in uso proprio un lotto di terra sulla proprietà del signore per il quale gli pagava un canone fisso o gli dava il suo lavoro gratuito.

Questa terra era il fulcro della sua vita. Vi era attaccato come a qualche cosa di vivo, della sua carne. E impossibile dissociare nella campagna il pensiero del contadino dalla proprietà della sua terra.

Egli non comprenderà legge ; difenderà con i denti il suo la codificazione da alcool nella città di Vologda, con l'istinto cieco e selvaggio della sua vita stessa attaccata. Questo senso della terra è il solo profondo spirito della campagna russa.

L'idea è chiara, tranquilla, irreducibile. E una fede muta. La stessa servitù è rimasta sempre la codificazione da alcool nella città di Vologda loro pensiero come un qualche cosa di sovrapposto che non poteva toccare questo loro diritto cristiano. Già nel il ministro Muraviev, membro del comitato segreto costituito per risolvere il problema della ser- vitù, spiegava, in un suo rapporto, qual'era lo spirito dei contadini : " Si aspettano l'uso senza limiti di tutte le terre dei proprietari, i quali dovrebbero ritirarsi dalla campagna in città, perchè la terra appartiene ai contadini e non agli attuali proprietari.

Alcuni contadini pensano anzi di non essere neppure tenuti a pagare le imposte allo Stato. Ora è avvenuto che, liberato, il contadino ha dovuto lasciare nelle mani del suo signore la metà della sua terra. Aveva prima dieci, fino quindici desiatine di terra : ne riceve ora solo più in media tre o quattro nella zona della terra nera : sette nel nord : dieci nella steppa dove il lavoro è duro e sterile.

E per questo deve ancora pagare al signore ogni anno una somma di riscatto, che talvolta, sopratutto nella Russia cen- trale e settentrionale, supera lo stesso valore della terra e di più molte imposte al fisco. Milioni di contadini hanno accettato questa quota minima, il nis'sci e si son condannati alla fame.

Sono la falange enorme dei proletari della campagna che ha pesato torbida per sessant'anni sulla storia russa. Ma questa è la figura ufficiale del mugtk inventata dalla burocrazia. Numeri che si sommano e si sottraggono. In realtà la gente della campagna russa non è mai stata cosi paziente e assente.

Contadino russo : barbuto e lento, testa semplice ma non stupida, con la sua logica elementare ma ferrea del coltivatore abituato a ve- dere la natura vivere. Solo, duro, cocciuto, egoista, la codificazione da alcool nella città di Vologda larghi sfondi spirituali nella sua anima bruta.

E feroce sino all'assassinio col ladro che ruba una sua bestia, batte la moglie che è una sua proprietà, com'egli è proprietà del signore : si ubbriaca di alcool, tira sassate sui vagabondi pensatori che vanno per la campagna, in cerca di verità: ride senza muoversi sulla tortura di un bambino gettato con una gamba spezzata dal calcio di un cavallo sull'orlo della strada: e non pensa, e, guardando la striscia della strada che va fra le file di frassini per la piana verso il mondo, non sente la nostalgia del di là.

Ma già all'epoca di Caterina II ha saputo fare una rivolta per avere la terra, seguendo un suo sanguinoso apostolo: Pugatscief. Ora la liberazione porta per tutta la campagna una ribellione sorda ed acre.

E di qui — bisogna la codificazione da alcool nella città di Vologda bene il punto d'origine — che comincia e prende forma il movimento rivo- luzionario contadino russo. L'agitazione è disordinata e scura: corrono voci strane. Lo Zar ha dato la libertà e tutte le terre gratuitamente, ma i proprietari non permettono che sia fatta la sua volontà.

In qualche terra i contadini non vogliono accettare la liberazione. A Samara fanno resistenza passiva. A Novgorod domandano di occupare le terre dell'imperatore. A Saratof sono cosi persuasi di avere il diritto di ripartirsi i beni della corona che ne fissano già la misura per testa: da otto a dodici desiatine. Le donne parlano dell'anti- cristo venuto in terra e accendono candele attorno le iconi sacre nelle chiese e gli uomini si raccontano che lo Zar ha dato anche il permesso di saccheggiare i Kabaki, le taverne dove si vende la vodka.

Per tutta l'estate e l'autunno del '61 i lavori agricoli la codificazione da alcool nella città di Vologda lenti e svogliati. Si aspetta ancora un miracolo.

Ma c'è disordine. La codificazione da alcool nella città di Vologda furti aumentano: stalle e pagliai sono in- cendiati. Proprietari sono trovati morti, assassinati, nelle case saccheggiate. Nei primi quattro mesi, dopo la liberazione, si contano sollevazioni contadine. A Kazan diecimila contadini si raccolgono a torno un giovane Petrof di ventiquattro anni che promette la rivolta e la terra.

Poi l'ondata cade, ma nella campagna non ritorna mai più la pace. La guerra contadina contro il signore per la terra si prepara lentamente, per questa linea spirituale che abbiamo visto di persuasione cieca in un diritto, di rancore al signore e ancora per molto tempo di fiducia nella bontà dello Zar, che salva la Corona e gli fa schermo coi fedeli reggimenti contadini contro i primi assalti dei rivoluzionari cittadini.

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